LE COLLEZIONI EX FEDECOMMISSARIE
Database in costruzione

Il fedecommesso
Il nome deriva dal latino “fideicommissum” e indica l’istituto giuridico con cui le più antiche e nobili famiglie vincolavano e tutelavano i propri beni per evitarne la dispersione nel passaggio di padre in figlio. Il fedecommesso era un atto allegato al testamento e poneva un vincolo giuridico di inalienabilità e indivisibilità sulla parte del patrimonio costituita dalle opere più prestigiose della collezione d’arte e i beni immobili. All’interno del documento venivano indicati l’elenco dei “beni fidecommissari” e il familiare designato a ereditarli investito dell'obbligo di mantenere intatto quel patrimonio e lasciarlo, ancora integro, in eredità al suo successore. E così, per le generazioni a venire. I beni vincolati dal fedecommesso non solo rappresentavano un patrimonio inalienabile, una memoria familiare da conservare e tramandare, ma soprattutto rispecchiavano il munifico mecenatismo e la passione per le arti. A partire dal 1631, con la bolla “Romanum decet ponteficem” emessa da papa Urbano VIII, tutti i fedecommessi dovevano essere registrati presso l'Archivio Urbano istituito nel 1625 da suo nipote, il cardinale Francesco Barberini.

I FEDECOMMESSI IN ARCHIVIO

Durante la Rivoluzione Francese, il 4 agosto 1789, venne abolito il diritto feudale. Con la firma del Trattato di Tolentino del 1797, Napoleone impose l'esodo di centinaia di opere d'arte dal nostro Paese e ancor più nel 1804 con il Code Napoleon abolì il fedecommesso agevolando forzosi acquisti patrimoniali. L’istituto del fedecommesso venne ammesso nuovamente con la Restaurazione del 1815 e ripristinato da papa Pio VII con Motu Proprio del 6 luglio 1816. Il codice civile italiano del 1865 vietò definitivamente le successioni fedecommissarie, tranne che per alcune collezioni d'arte di particolare pregio che furono giuridicamente definite "gallerie fedecommissarie". Tale eccezione, contenuta nell'art. 4 della legge 28 giugno 1871, n. 286, ha di fatto evitato la dispersione di queste collezioni, conservatesi per lo più integre fino ai nostri giorni.

Bibliografia di orientamento

La famiglia nell’economia europea secc. XIII-XVIII/The Economic Role of the Family in the European Economy from the 13th to the 18th Centuries, Atti della Quarantesima settimana di Studi, 6-10 aprile 2008, a cura di S. Cavaciocchi, Firenze University Press, Firenze 2009